Parliamo di comunicazione muta
- agatagiulialulu
- 7 ago 2018
- Tempo di lettura: 2 min

Oggi parliamo ancora di comunicazione muta. Ma non a gesti, parlo di comunicazione "maggica": empatia. Ti vengono i sentimenti e ti cali come una bustina da tè nell'acqua bollita. All'improvviso, la vita ti cambia colore, come l'acqua del wc e tiri lo sciacquone con tristezza. Il mondo è sempre più empatico a parole. La gente tende le orecchie e gli rizzano le carni di manzo ma anche di soia. E pure i più congelati, si fanno "no frost" e salvano blatte, dal battito pulsante di una scopa. Ma a quanto pare, la gente sente male e se lo manda a dire attraverso gli otorini. Ed è una lotta sorda oltre che muta. Così, spesso, prosegue a gesti, come tra vegani e onnivori. Empatia che diventa antipatia, perchè gli onnivori mal tollerano i vegani e i vegani gli onnivori. Non c'è immedesimazione ma avversione, a pelle anche ecopelle.
IL CONFLITTO PERÒ È SEMPRE DENTRO DI NOI e non solo fuori. Ma il punto è che l'empatia è a portata di tutti, come l'intelligenza, basta essere calmi e presenti.
Non è prerogativa di nessun gruppo. Se vi fermate a bere il vostro tè all'ora del tè, vedrete che la chiave è la parola: CONTRADDIZIONE, se la girate, si apre un mondo dove c'è tutto senza confini. Tutto ciò che esiste. C'è anche il libro di biologia, botanica o zoologia che non abbiamo mai aperto. Siamo o non siamo soli nella stitichezza mattutina? Io so che siamo in compagnia e che "Il mondo è un grande ristorante" o anche "un magna magna generale" e se non ti pari il culo, anche con le spine, sei una rosa che non c'è. Anche "dio", la parola, potrebbe indicare qualcosa come empatia, quando c'è. Quando non c'è, la sfiga. Io ho empatia per le formiche. Lavorano ordinate e tenaci. Hanno forza incredibile, si soccorrono a vicenda ma sono anche delle scassasivvizza (rompifaccende). Ne salvo sempre tante, ma poi in estate, sono loro che mangiano me, e così, con dolore, finisce a colpi di boratalco nella carina (schiena).
Per essere empatici ripeto, secondo me, bisogna essere presenti e calmi. Agire con intelligenza, pure. Io non sono contro o a favore di niente perchè lo trovo inutile, ma agire senza pregiudizio lo trovo funzionale. È possibile agire in questo modo, calmi e liberi, con intelligenza? Chiedo troppo?
I lager esistono per tutti i regni, sono posti senza libertà. Ed esistono trasversali, per tutte le ruote. Il dolore è fatica universale ed è facile scoprirlo. La diversità vi acceca perchè vi spaventa. Il dolore ha la stessa origine per tutti e nasce dalla rottura, di organi omologhi o analoghi, e anche se l'evoluzione sembra dividerci, la rottura di coyoti ci unisce.



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